Le emozioni siamo noi

Io sono Rabbia, Io sono Paura, Io sono Tristezza, Io sono Disgusto, Io sono Gioia.

Se mi arrabbio urlo, tremo e mi dibatto, il mio corpo è teso; se sono triste non ho energia, ho il cuore a pezzi, il corpo molle; se sono disgustato divento verde e ho le labbra bianche o una brutta cera e gli occhi stralunati; quando ho paura grido, scappo ma il corpo è paralizzato e il cuore battere all’impazzata; quando sono felice i miei occhi brillano, sono splendente come il sole, sento le ali ai piedi.

I nostri stati d’animo si rispecchiano all’esterno facendoci assumere espressioni atteggiamenti differenti, sino a trasformarci di volta in volta in persone diverse. Le emozioni siamo noi è un progetto cui l’autrice C.Perrin disegna e da corpo alle emozioni attraverso personaggi simbolici che esprimono pienamente il sentire di taluni stati d’animo.

Proviamo allora a vedere se le emozioni sono vissute allo stessa maniera anche dei nostri animali. È molto  utile che il proprietario sappia riconoscere quello che sta provando il suo animale cucciolo o cane  o gatto adulto.

Ogni situazione vissuta è marcata da un’emozione (gioia, paura, irritazione) che prepara l’animale mettendo il corpo nelle migliori condizioni per affrontarla. Se adottiamo un cucciolo ricordiamoci che le emozioni sono componenti molto importanti per la sua crescita e per l’apprendimento: se prevalgono le emozioni positive avremo un soggetto aperto al mondo, giocoso, curioso, positivo, se prevalgono le emozioni negative avremo un carattere diffidente chiuso e non interattivo . Tutto ciò ci porterà a vivere con il nostro cucciolo delle esperienze che colleghino ogni processo di apprendimento ad emozioni positive.

Il proprietario dovrebbe imparare a leggere la difficoltà e aiutare il suo cane ad affrontarla anche semplicemente dicendo: hai paura? dai che non è niente! In questo modo si viene a creare una coppia ” proprietario cane” che si comprende al volo.

Il primo anno di vita è centrale nello sviluppo emotivo del cucciolo quindi l’adozione diventerà un impegno molto serio da parte del proprietario che dovrà riuscire a farlo crescere in modo equilibrato e stabile per tutta la sua vita.

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Proprietari responsabili

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Pet e possesso responsabile
Il decalogo Assalco per il proprietario

 In collaborazione con ANMVI

ACQUISIZIONE RESPONSABILE

1. Essere consapevoli che si sta prendendo un impegno a lungo termine. Accogliere un pet implica la disponibilità a prendersene cura per tutta la sua vita

2. Scegliere “con la testa”. È importante verificare a priori che le esigenze del pet siano in linea con lo spazio abitativo, lo stile di vita e le esigenze della famiglia in cui verrà accolto

3. Accertare la provenienza del petSia che si tratti di adozione, sia di acquisto è fondamentale rivolgersi a professionisti e strutture autorizzate per fare sì che il benessere del pet sia sempre la priorità ed evitare il rischio di incappare in allevatori improvvisati o traffici illegali

4. Identificare l’animale d’affezione a norma di leggeÈ dovere del proprietario registrare i propri animali d’affezione nei registri stabiliti, fornendo tempestivamente tutti gli aggiornamenti su eventuali passaggi di proprietà, trasferimenti o decessi ecc.

PROPRIETÀ RESPONSABILE

5. Prendersi cura della salute. Garantire una corretta profilassi e assistenza sanitaria per l’intera vita dell’animale da affezione con il supporto di un medico veterinario è un dovere imprescindibile

6. Educare alla convivenza. Educare i pet a situazioni “sociali” è un passaggio chiave per facilitare il loro benessere e il benessere degli altri animali e delle altre persone

7. Rispetto degli altri e degli spazi (custodia, rumori, raccolta deiezioni…). Dal dovere di custodia, all’evitare rumori molesti, al raccogliere le deiezioni: è dovere del proprietario prevenire disagi o problematiche che il pet può arrecare ad altre persone, animali e all’ambiente.

8. Far fare esercizio fisico e fornire stimoli intellettualiEsercizio fisico e stimoli mentali adeguati all’età, alla razza e allo stato di salute sono importanti per il benessere del pet

9. Fornire un’alimentazione bilanciata e nutrienteBuona salute e lunga vita dipendono, in buona misura, dall’ alimentazione e dalle cure mediche. La scelta di un alimento completo e bilanciato prodotto dall’industria ed i consigli del Veterinario sono una garanzia di benessere per il proprio animale

10. Gestire gli imprevisti. Impegno, senso di responsabilità e attenzione non sempre bastano a tutelarsi dagli imprevisti. A tale proposito, si può valutare la stipula di una polizza assicurativa

Il cane con disturbo di comunicazione

1463393417-720x0-c-defaultIl cane ha sviluppato nel tempo la capacità di interpretare i messaggi delle persone e questo in seguito ad un lungo processo evolutivo. Si parla di disturbo della comunicazione quando il soggetto può intendere in modo sbagliato il messaggio che riceve, o quando il messaggio è già alterato o emesso in un contesto sbagliato. Le cause dei disturbi di comunicazione possono essere su base genetica, ontogenetica o ansiosa. Anche i problemi fisici come un cane sordo o cieco alterano i messaggi. 

Come proprietari è necessario osservare bene il nostro cane; cosa sta comunicando, che ruolo ha in questa comunicazione, quale scopo e quali emozioni ci sono dietro a determinate azioni. Spesso disturbo di comunicazione e ansia sono alla base di situazioni di stress che il cane vive quotidianamente. Stare molto tempo da soli (NOIA), vivere situazioni impreviste ( temporale, giornate piene di vento e rumori molto intensi), essere costretti in spazi molto ridotti o sovraffollati, causano enorme fastidio al nostro amico. Il problema nasce quando il cane risponde con reazioni sbagliate e il proprietario fatica a gestirlo, egli non accetta comportamenti di questo tipo anche se potrebbe avere permesso che accadessero.

Le strategie utili per superare una situazione stressante e difficile sono le attività di tipo sostitutivo. Il cane per superare le sue difficoltà può effettuare vocalizzi, eliminazione di feci, urine o leccamenti intensi. Alcuni effettuano invece delle marcature più intense con lo scopo di autorassicurarsi,  Altri manifestano comportamento di monta che ancora può essere un’attività sostitutiva da  interrompere fin dal principio. Attraverso la monta il cane prende il controllo della situazione e può diventare ossessivo nei confronti di persone o anche altri animali o oggetti della casa. Si potrà consigliare la castrazione chimica o chirurgica. Quando il cane esagera in questo comportamento bisogna individuare la causa attraverso una visita comportamentale.

Concludendo lo stress può alterare il processo di comunicazione tra cane e proprietario e generare delle incomprensioni sempre maggiori. E lo stress è il maggiore dei fattori di rischio per le patologie del comportamento.

Quando il cane ha paura del veterinario

Se il vostro cane ha paura del veterinario si può aiutarlo attraverso un processo di abituazione che lo porterà ad associare quella determinata situazione ad un momento piacevole. Il proprietario mentre esce in passeggiata,  dovrà percorrere quelle strade che lo condurranno davanti all’ambulatorio e ogni volta che si troveranno in questo luogo, al cane sarà somministrato un premio in cibo. Questa procedura si farà mentre ci si sta avvicinando poi quando si sta sul marciapiede di fronte all’ambulatorio. Se si arriva in auto premiare il cane quando è nel parcheggio poi nella sala di attesa e anche dentro. Se avete la fortuna di trovare l’ambulatorio libero chiedete al vostro veterinario di uscire  per salutare il cane sempre con un premio in cibo.

Vivere in relazione

Il sistema sociale dei cani è molto simile a quello dell’uomo. Essi vivono in gruppi famigliari, si prendono cura della prole, lavorano in gruppo, vanno a caccia, utilizzano il gioco, comunicano con la comunicazione verbale e non verbale. Sembra che il cane veda la famiglia umana simile al branco e la somiglianza sta nel fatto che i cani sono animali sociali dove il proprietario viene visto come una guida del branco. E’ possibile che il cane possa diventare problematico quando non riesce più a vederlo come colui che lo guida e lo aiuta.

Ciò succede se il cane cresce senza avere delle regole ben precise e applicate con coerenza.

Sarà allora  necessario aiutare il cane con un programma  che lo porti alla nascita di una relazione corretta con il proprietario. Il cane imparerà ad avere rispetto delle persone e riceverà le attenzioni di cui necessita attraverso modalità gentili e positive. La nascita di una corretta relazione presuppone che il cane si fidi del suo proprietario. Per fare questo è necessario che il proprietario si accrediti agli occhi del cane come colui che sa anticipare e prevedere quelli che sono i bisogni del suo animale.

Se il cane è in difficoltà il proprietario deve cominciare a pensare come può sentirsi il suo animale in quel momento e che cosa sta provando. Per prima cosa è necessario avere una buona conoscenza della comunicazione canina, questo permette al proprietario di interpretare lo stato emotivo del suo cane attraverso i segnali che emette con la sua postura, la sua mimica facciale e con l’osservazione diretta.

Da questa conoscenza egli saprà  prevedere quelle situazioni che possono creare dei disagi e che quindi andranno evitate. Il cane invitato a fare cose alternative scoprirà il piacere di farle con il suo padrone in uno stile di tipo collaborativo. Le attività proposte diventeranno in futuro il mezzo per far crescere questa relazione.

Se i gatti sono due o più …

Vedere due gatti che si rincorrono può far pensare ad un momento di gioco piacevole ma non è sempre così se finisce con soffi, morsi e graffi.  La comparsa di comportamenti di aggressione territoriale  per irritazione può coincidere con l’arrivo di un nuovo gatto, ma può sorgere anche in un gruppo di gatti già consolidato.

Quando il gattino si è trasforma in gatto adulto, gli altri gatti possono non riconoscerlo. Se poi per motivi di salute il gatto dovesse restare lontano dalla casa perché ricoverato può succedere che al suo rientro abbia un aspetto o un odore differente tale da non essere tollerato dagli altri. Stessa cosa se passa dal bagnetto e dalla toelettatura. 

Cosa fare?

Quando i gatti sono in difficoltà non bisogna toccarli o prenderli in braccio ma rassicurarli attraverso la voce per evitare che possano avere comportamenti di aggressività rediretta. Il proprietario può interrompere un comportamento di aggressione appena iniziato ma deve rimanere a distanza dagli animali e richiamare il gatto più disponibile per evitare il conflitto. Non bisogna quindi effettuare rimproveri o punizioni perché favoriscono la nascita di emozioni negative aumentando l’ irritabilità degli animali con conseguente comportamento di aggressione.