Quando la timidezza diventa un problema…..

Il cane timido e pauroso

Quando adottiamo un cucciolo dobbiamo sempre tenere conto dell’età del nuovo arrivato questo perché l’adozione tardiva può creare difficoltà nel vivere serenamente in famiglia se il cane proviene da un allevamento o da una cucciolata cresciuta senza gli accorgimenti necessari. L’età giusta di adozione è sui 60 giorni nel cucciolo. Se ci troviamo di fronte ad un cucciolo timido e pieno di paure l’arrivo in famiglia dovrà essere particolarmente curato per rassicurare il nostro nuovo amico. Il cambiamento di casa è sempre traumatico e la figura di accudimento (il nuovo proprietario) diventerà il riferimento principale per lui (sostituto della mamma definito anche base sicura). Gli insegnamenti che vengono dati in questo periodo dalla famiglia saranno fondamentali per garantire il percorso educativo già intrapreso dalla mamma cane, questi lo aiuteranno a diventare un cucciolo fiducioso e sicuro se la relazione sarà costruita in modo corretto.

Facciamo attenzione a non sgridare troppo nostro cucciolo perché durante la crescita poi farà fatica a prendere fiducia nei confronti del mondo esterno. È inevitabile che il proprietario alzi la voce quando il cane sporca o ruba degli oggetti o diventa particolarmente vivace. Se urliamo in realtà non facciamo altro che rafforzare la sua agitazione attraverso il rimprovero. Il cane si ricorderà quel momento particolare e avremmo suscitato in lui delle emozioni negative (marcare l’emozione). Molto utile sarà premiare tutti quei comportamenti che noi diamo per scontati ma che sono corretti.

Aiutiamo il nostro cane a conoscere il mondo esterno fin da piccolo, infatti tutto quello che non si conosce può spaventare ma una volta conosciuto invece potrà contribuire ad aumentare la sua sicurezza. Si parla di socializzazione ambientale quando avrà avuto la possibilità di fare conoscenza di luoghi, rumori , oggetti diversi e persone.

Se il cane tende ad avere paura durante la passeggiata a causa di uno stimolo sconosciuto, in lui può nascere un’emozione negativa che permane fino alla futura situazione analoga. Il cane cioè marca negativamente l’intero contesto. Per aiutarlo il proprietario lo dovrà supportare ed accompagnare in questa situazione di paura.

Egli diventerà una base sicura poiché avrà creato un rapporto con lui e costruito una solida relazione. Successivamente diventerà mediatore cioè il tramite tra il cane e il mondo. Ogni volta che ci sarà uno stimolo difficile da affrontare il cane si dovrà relazionare con il suo proprietario che gli permetterà di affrontare insieme la situazione ( se siamo insieme va tutto bene!). Se i due cominciano a comprendersi al volo nascerà una cooperazione ideale.

Le emozioni siamo noi

Io sono Rabbia, Io sono Paura, Io sono Tristezza, Io sono Disgusto, Io sono Gioia.

Se mi arrabbio urlo, tremo e mi dibatto, il mio corpo è teso; se sono triste non ho energia, ho il cuore a pezzi, il corpo molle; se sono disgustato divento verde e ho le labbra bianche o una brutta cera e gli occhi stralunati; quando ho paura grido, scappo ma il corpo è paralizzato e il cuore battere all’impazzata; quando sono felice i miei occhi brillano, sono splendente come il sole, sento le ali ai piedi.

I nostri stati d’animo si rispecchiano all’esterno facendoci assumere espressioni atteggiamenti differenti, sino a trasformarci di volta in volta in persone diverse. Le emozioni siamo noi è un progetto cui l’autrice C.Perrin disegna e da corpo alle emozioni attraverso personaggi simbolici che esprimono pienamente il sentire di taluni stati d’animo.

Proviamo allora a vedere se le emozioni sono vissute allo stessa maniera anche dei nostri animali. È molto  utile che il proprietario sappia riconoscere quello che sta provando il suo animale cucciolo o cane  o gatto adulto.

Ogni situazione vissuta è marcata da un’emozione (gioia, paura, irritazione) che prepara l’animale mettendo il corpo nelle migliori condizioni per affrontarla. Se adottiamo un cucciolo ricordiamoci che le emozioni sono componenti molto importanti per la sua crescita e per l’apprendimento: se prevalgono le emozioni positive avremo un soggetto aperto al mondo, giocoso, curioso, positivo, se prevalgono le emozioni negative avremo un carattere diffidente chiuso e non interattivo . Tutto ciò ci porterà a vivere con il nostro cucciolo delle esperienze che colleghino ogni processo di apprendimento ad emozioni positive.

Il proprietario dovrebbe imparare a leggere la difficoltà e aiutare il suo cane ad affrontarla anche semplicemente dicendo: hai paura? dai che non è niente! In questo modo si viene a creare una coppia ” proprietario cane” che si comprende al volo.

Il primo anno di vita è centrale nello sviluppo emotivo del cucciolo quindi l’adozione diventerà un impegno molto serio da parte del proprietario che dovrà riuscire a farlo crescere in modo equilibrato e stabile per tutta la sua vita.

Proprietari responsabili

Animali-domestici-2

Pet e possesso responsabile
Il decalogo Assalco per il proprietario

 In collaborazione con ANMVI

ACQUISIZIONE RESPONSABILE

1. Essere consapevoli che si sta prendendo un impegno a lungo termine. Accogliere un pet implica la disponibilità a prendersene cura per tutta la sua vita

2. Scegliere “con la testa”. È importante verificare a priori che le esigenze del pet siano in linea con lo spazio abitativo, lo stile di vita e le esigenze della famiglia in cui verrà accolto

3. Accertare la provenienza del petSia che si tratti di adozione, sia di acquisto è fondamentale rivolgersi a professionisti e strutture autorizzate per fare sì che il benessere del pet sia sempre la priorità ed evitare il rischio di incappare in allevatori improvvisati o traffici illegali

4. Identificare l’animale d’affezione a norma di leggeÈ dovere del proprietario registrare i propri animali d’affezione nei registri stabiliti, fornendo tempestivamente tutti gli aggiornamenti su eventuali passaggi di proprietà, trasferimenti o decessi ecc.

PROPRIETÀ RESPONSABILE

5. Prendersi cura della salute. Garantire una corretta profilassi e assistenza sanitaria per l’intera vita dell’animale da affezione con il supporto di un medico veterinario è un dovere imprescindibile

6. Educare alla convivenza. Educare i pet a situazioni “sociali” è un passaggio chiave per facilitare il loro benessere e il benessere degli altri animali e delle altre persone

7. Rispetto degli altri e degli spazi (custodia, rumori, raccolta deiezioni…). Dal dovere di custodia, all’evitare rumori molesti, al raccogliere le deiezioni: è dovere del proprietario prevenire disagi o problematiche che il pet può arrecare ad altre persone, animali e all’ambiente.

8. Far fare esercizio fisico e fornire stimoli intellettualiEsercizio fisico e stimoli mentali adeguati all’età, alla razza e allo stato di salute sono importanti per il benessere del pet

9. Fornire un’alimentazione bilanciata e nutrienteBuona salute e lunga vita dipendono, in buona misura, dall’ alimentazione e dalle cure mediche. La scelta di un alimento completo e bilanciato prodotto dall’industria ed i consigli del Veterinario sono una garanzia di benessere per il proprio animale

10. Gestire gli imprevisti. Impegno, senso di responsabilità e attenzione non sempre bastano a tutelarsi dagli imprevisti. A tale proposito, si può valutare la stipula di una polizza assicurativa

Il cane con disturbo di comunicazione

1463393417-720x0-c-defaultIl cane ha sviluppato nel tempo la capacità di interpretare i messaggi delle persone e questo in seguito ad un lungo processo evolutivo. Si parla di disturbo della comunicazione quando il soggetto può intendere in modo sbagliato il messaggio che riceve, o quando il messaggio è già alterato o emesso in un contesto sbagliato. Le cause dei disturbi di comunicazione possono essere su base genetica, ontogenetica o ansiosa. Anche i problemi fisici come un cane sordo o cieco alterano i messaggi. 

Come proprietari è necessario osservare bene il nostro cane; cosa sta comunicando, che ruolo ha in questa comunicazione, quale scopo e quali emozioni ci sono dietro a determinate azioni. Spesso disturbo di comunicazione e ansia sono alla base di situazioni di stress che il cane vive quotidianamente. Stare molto tempo da soli (NOIA), vivere situazioni impreviste ( temporale, giornate piene di vento e rumori molto intensi), essere costretti in spazi molto ridotti o sovraffollati, causano enorme fastidio al nostro amico. Il problema nasce quando il cane risponde con reazioni sbagliate e il proprietario fatica a gestirlo, egli non accetta comportamenti di questo tipo anche se potrebbe avere permesso che accadessero.

Le strategie utili per superare una situazione stressante e difficile sono le attività di tipo sostitutivo. Il cane per superare le sue difficoltà può effettuare vocalizzi, eliminazione di feci, urine o leccamenti intensi. Alcuni effettuano invece delle marcature più intense con lo scopo di autorassicurarsi,  Altri manifestano comportamento di monta che ancora può essere un’attività sostitutiva da  interrompere fin dal principio. Attraverso la monta il cane prende il controllo della situazione e può diventare ossessivo nei confronti di persone o anche altri animali o oggetti della casa. Si potrà consigliare la castrazione chimica o chirurgica. Quando il cane esagera in questo comportamento bisogna individuare la causa attraverso una visita comportamentale.

Concludendo lo stress può alterare il processo di comunicazione tra cane e proprietario e generare delle incomprensioni sempre maggiori. E lo stress è il maggiore dei fattori di rischio per le patologie del comportamento.

Quando il cane ha paura del veterinario

Se il vostro cane ha paura del veterinario si può aiutarlo attraverso un processo di abituazione che lo porterà ad associare quella determinata situazione ad un momento piacevole. Il proprietario mentre esce in passeggiata,  dovrà percorrere quelle strade che lo condurranno davanti all’ambulatorio e ogni volta che si troveranno in questo luogo, al cane sarà somministrato un premio in cibo. Questa procedura si farà mentre ci si sta avvicinando poi quando si sta sul marciapiede di fronte all’ambulatorio. Se si arriva in auto premiare il cane quando è nel parcheggio poi nella sala di attesa e anche dentro. Se avete la fortuna di trovare l’ambulatorio libero chiedete al vostro veterinario di uscire  per salutare il cane sempre con un premio in cibo.